Eremo di San Cassiano

Eremo di San Cassiano

Edificio storico in un covolo dei Colli Berici (m 143)

 

L'eremo di San Cassiano è visitabile solo la prima domenica di ogni mese.
E' di proprietà del Conte Alvise di Schio ed è tenuto in gestione dal Club Speleologico Proteo di Vicenza.

Ci si arriva partendo dalla chiesa di Lumignano seguendo verso nord il sentiero che parte a destra del campanile.

Campanile di Lumignano

Campanile di Lumignano

Inizio del sentiero

Inizio del sentiero

Passerella

Passerella

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Incrocio, proseguire a destra

Incrocio, proseguire a destra

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Il sentiero è ben segnalato. Superata la fonte Copacan si procede per altri pochi minuti fino a trovare una tabella che indica di salire per una gradinata sulla sinistra.

L'inizio della scalinata

L'inizio della scalinata

La gradinata non è semplicissima, in alcuni punti è necessario tenersi a dei sostegni, ma dopo 4 tornanti la breve salita termina in un viale che vi porta all'ingresso.

Viale d'ingresso all'eremo

Viale d'ingresso all'eremo

Cancello d'ingresso (aperto solo la prima domenica del mese)

Cancello d'ingresso (aperto solo la prima domenica del mese)

Superato il cancello sulla parete rocciosa si intravedono già i segni di un passato lontano.

Viale interno

Viale interno

Viale interno

Viale interno

Tra fori per travature, antiche tombe e disegni si arriva all'ingresso della struttura dell'eremo.

Covolo dipinto

Covolo dipinto

Ingresso

Ingresso

Tabella sopra la porta della cappella

Tabella sopra la porta della cappella

La scala sulla destra porta ad una piccola cappella e ad una stanza sopra di essa adibita a museo.

La piccola cappella

La piccola cappella

Entrati dal cancello sulla sinistra dell'eremo, si prosegue la visita nella parte "privata" dell'eremita.

Dettaglio della costruzione

Dettaglio della costruzione

Tabella sopra la porta interna al giardino

Tabella sopra la porta interna al giardino

L'eremo e la copertura di roccia

L'eremo e la copertura di roccia

L'eremo visto dall'interno del giardino

L'eremo visto dall'interno del giardino

Si può ammirare come l'edificio sia un tutt'uno con la roccia e proseguendo si trovano due cavità naturali.

Verso le grotte

Verso le grotte

La prima grotta

La prima grotta

 

La seconda grotta

La seconda grotta

La seconda grotta

La seconda grotta

La seconda grotta

La seconda grotta

Il percorso prosegue fino ad un punto panoramico e meditativo con tanto di panchine e tavolino. 

Verso il punto panoramico

Verso il punto panoramico

Punto panoramico

Punto panoramico

L'eremo visto da punto panoramico

L'eremo visto da punto panoramico

L'eremo visto dal promontorio oltre la valle

L'eremo visto dal promontorio oltre la valle


Mappe Interattive:

Eremo di San Cassiano

SCHEDA PERCORSO
Zona:Colli Euganei e Berici
Provincia / Comune:Vicenza / Longare
Categoria:Montagne, Grotte e Voragini
Tipologia:Naturalistico, Storico, Panoramico, Culturale
Coordinate punto di arrivo:45.465871 - 11.587066
(45°27'57" N - 11°35'13" E)
Coordinate parcheggio:45.459741 - 11.587589
(45°27'35" N - 11°35'15" E)
Altitudine di partenza (m):26
Altitudine di arrivo (m):143
Dislivello (m):117
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
45 minuti
Km totali:2,00
Come si raggiunge:A piedi

Traccia GPS:

Traccia Eremo di San Cassiano

Storia:

(tratta dai tabelloni in loco)

L'EREMO DI SAN CASSIANO

L'ambiente in cui s'apre il complesso di covoli che fa da corona all'Eremo di S. Cassiano è senza dubbio uno dei più suggestivi dei Berici. San Cassiano è di proprietà del Conte Alvise da Schio ed è tenuto in gestione dal Club Speleologico Proteo di Vicenza, grazie al quale è possibile visitare l'Eremo la prima domenica di ogni mese. A metà percorso, lungo il sentiero si incontra il cosiddetto Covolo del Prussiano che si apre alla base della parete rocciosa che costeggia il cammino.
L'Eremo è costituito da un edificio rosso a tre piani risalente nelle forme attuali al XVII secolo, inserito in un ampio covolo naturale (Covolo dell'Eremo di San Cassiano 221 V VI) che chiude alcune rientranze naturali della roccia abitate dall'uomo fin dalla preistoria e, successivamente, spazio di riunione di pellegrini, situato alla base di un'imponente parete rocciosa che si eleva sopra l'abitato di Lumignano (AA.VV.,I Colli Berici natura e civiltà, op. cit.). Nei ripari inglobati dall'eremo e in quelli visibili alla destra dell'eremo sono state scavate, in età romana e medievale, alcune fosse, utilizzate come sepolture. Solo dieci delle tredici originarie, tutte collegate al luogo di culto, sono attualmente visibili.
Si distinguono fosse di forma rettangolare o trapezoidale, di forma ellittica e altre antropomorfe. Sfortunatamente le tombe sono state tutte violate e in parte distrutte in epoche antiche, forse al momento della costruzione dell'edificio attuale. Lungo il pendio sottostante si aprono i Covoli della Sengia Bassa e le grotte Marilisa ed Elisa. Arrivati alla cengia rocciosa dove sorge l'Eremo, si oltrepassa la cinta d'entrata attraverso un cancello sul cui stipite è murato lo stemma della famiglia da Schio. Da qui, procedendo verso l'Eremo, si possono notare, scavati sulla parete rocciosa, una sequenza di buchi che servivano ad alloggiare le travi di alcuni edifici costruiti a ridosso e a riparo della parete. In seguito a studi basati sul rilievo dei buchi di palo si è potuto determinare la presenza di almeno tre edifici di cui uno a tre piani, vicino all'attuale cinta d'ingresso. Gli altri due si trovano in corrispondenza del cosiddetto Covolo dipinto.
Secondo i risultati degli scavi archeologici, effettuati nel 1994, questa prima chiesetta fu eretta nel VI-VII secolo. L'edificio si trovava in corrispondenza di un covolo ed era chiuso da murature, i cui corsi inferiori sono stati messi in luce dallo scavo. Nella rientranza della parete venne ricavata l'abside, mentre il piano di calpestio del covolo fu livellato, tagliando la roccia verso il monte. La stessa roccia del posto fu utilizzata per ricavare l'altare prossimo alla parete del covolo.

 

EDIFICI RUPESTRI A S. CASSIANO

Nella parete rocciosa che costeggia la cengia a nord dell'Eremo, sono visibili numerosi incassi rettangolari scavati nella roccia interpretabili come alloggi di travature.
Da un accurato rilievo si è dedotta la presenza di tre edifici, uno a due piani all'altezza dell'attuale cancello d'entrata, due con un solo piano rialzato, in corrispondenza del Covolo Dipinto.
Attualmente la datazione presenta molti problemi. Non si sono, infatti, rinvenuti materiali riferibili alle fasi di vita di questi edifici, in quanto il terreno, che costituiva il relativo piano di calpestio, è dilavato a valle.
Sono peraltro sicuramente posteriori alle tombe (VI- IX secolo), in quanto l'alloggio di una trave del soffitto taglia una tomba del Covolo Dipinto e anteriori al XVII secolo, quando Francesco Barbarano, studioso vicentino, parlava di "bucchi nella montagna, come di travatura di solaro": evidentemente in quell'epoca si era perso anche il ricordo della presenza e dell'uso di questi edifici.
Il tetto era costituito da un'unica falda appoggiata in alto ad un taglio orizzontale nella roccia, in basso al muro perimetrale dell'edificio (vedi ricostruzione). Un assito di legno, a circa un metro e mezzo da terra, costituiva un piano rialzato con travature incassate nella roccia e nella muratura.


Natura e Ambiente:

(tratta dai tabelloni in loco)

ASPETTI GEOLOGICI DI S. CASSIANO

Il caratteristico paesaggio entro cui si inserisce San Cassiano trova la sua spiegazione nella particolare storia geologica di questa porzione dei Monti Berici. Nel periodo che i geologi chiamano Oligocene, gran parte del Vicentino era occupata da un mare poco profondo, di tipo tropicale, lambito a nord da terre emerse. A partire da 36 milioni di anni fa, cominciarono a formarsi, allineate lungo l'attuale margine sud-orientale dei Berici, delle scogliere coralline. Oggi queste costituiscono le rupestri e massicce pareti di San Cassiano, ma a quel tempo esse formavano una estesa barriera che individuava una vasta laguna tropicale, allungata verso nord-ovest. A sud, in direzione degli attuali Euganei, si estendeva invece il mare aperto, la cui maggior profondità rispetto alla laguna era garantita dall'attività di una grande frattura, detta "faglia della Riviera Berica".
La laguna oligocenica costituiva un ambiente poco profondo, ben ossigenato e caldo, riccamente popolato da faune e flore, che oggi si possono trovare fossilizzate entro le cosiddette "Calcareniti di Castelgomberto". La laguna era disseminata di atolli corallini in parte affioranti dal mare, che spesso si formavano a spese di isole di origine vulcanica, più o meno effimere.
La barriera oligocenica, estesa fra gli attuali abitati di Costozza e Villaga, non era continua bensì attraversata da ampi canali di marea, entro i quali, a causa della elevata energia dell'ambiente, si depositavano caratteristiche sabbie grossolane, date da frammenti di alghe calcaree, che oggi costituiscono la famosa "Pietra di Vicenza". Si tratta di una pietra molto pregiata, da sempre intensamente estratta in cave, come ai "Covoli di Costozza".
All'incirca 30 milioni di anni fa questo straordinario ambiente fu distrutto a causa del generale ritiro del mare e dalla ripresa su larga scala dell'attività vulcanica. Con l'emersione definitiva dal mare, le rocce calcaree beriche cominciarono ad essere elaborate dal carsismo. Si formarono così le numerose grotte che traforano i nostri colli: molte sono ancora oggi esplorabili e spesso conservano tracce e testimonianze della presenza umana, che dalla preistoria ci portano con continuità straordinaria fino a San Cassiano.
Meritano una riflessione, quindi, le parole impresse sulla ottocentesca epigrafe incassata sulla facciata dell'Eremo: "O Pellegrino, non è San Cassiano un ignobile scoglio"


Data visita: 03/12/2023
Data pubblicazione: Jan. 2, 2024

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