Madonna del Buso

Piccolo canyon naturale (m 850)

 

Il Buso è un luogo talmente bello e facile da visitare che ci piace tornarci spesso

il Buso

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Le rocce sono state scavate nel corso dei millenni dalle acque del torrente Frenzela che d'estate è normalmente asciutto. I sassi del selciato sono levigati e le pareti del canyon (o forra) umide e ricoperte di licheni.

il Buso

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La passeggiata e breve ma la sensazione è unica.....

il Buso

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Come si raggiunge:

All'uscita da Gallio (VI) in direzione Enego/Foza alla contrada Campanella, sulla destra seguire le indicazioni per Stoccareddo. Dopo aver fatto 3 tornanti girate alla prima strada a destra. Posteggiate la macchina vicino alla chiesetta. Un sentiero, percorribile solo a piedi, è visibile sulla destra del fiume guardando verso valle. Dopo pochissimi minuti sarete arrivati sul torrente, tornate indietro lasciandovi il ponte sopra di voi.


Mappe Interattive:

Madonna del Buso

SCHEDA PERCORSO
Zona:Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Provincia / Comune:Vicenza / Gallio
Categoria:Grotte e Voragini
Tipologia:Naturalistico
Coordinate punto di arrivo:45.888451 - 11.603756
(45°53'18" N - 11°36'13" E)
Altitudine di arrivo (m):850
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
15 minuti
Come si raggiunge:A piedi


Storia:

(tratta dai tabelloni in loco)

Il Santuario dedicato alla "Madonna del Caravaggio" fu voluto e costruito per volontà di Fra' Giovanni Battista Casera (Agordo 1790 - Asiago 1862), un eremita figlio della terra dolomitica, che, di ritorno da un lungo viaggio per visitare i più famosi santuari mariani dell'Alta Italia, a seguito di un violento temporale primaverile e della conseguente "brentana” ebbe a fermarsi in questo luogo suggestivo, progettando dapprima (anno 1830) e costruendo poi in quattro anni (1830 - 1834) questo tempio con annesso eremitaggio, un campanile, un ponte di pietra che tuttora unisce i due versanti della valle e un ampio piazzale in grado di accogliere i devoti della Madonna.

In breve lasso di tempo il Tempio divenne un'oasi mistica, un centro di pietà mariana per tutti gli abitanti dell'Altopiano, meta di continui pellegrinaggi specialmente il 26 maggio (anniversario della seconda apparizione della Madonna a Pinè e della apparizione della Vergine a Caravaggio) e il 26 luglio, giorno dedicato alla esaltazione di Sant'Anna, madre di Maria.

Affidato per la sua conservazione e manutenzione alla Fabbriceria della Chiesa Parrocchiale di Gallio, il Tempio fu distrutto dai bombardamenti della Grande Guerra nel dicembre del 1917; venne, però, rapidamente ricostruito e il 27 maggio del 1927 I'Arciprete di Gallio, don Primo Giacomelli, lo inaugurava e lo benediva, essendo ritornato all'antico splendore, risorto quasi per miracolo dalle macerie della guerra.

L'8 agosto del 1897 il Vescovo di Padova elevava questo grazioso tempietto alla dignità di "Santuario".


LA VALLE FRENZELA

Sotto, oltre Gallio, nel varco, la pianura si apre in un taglio improvviso. È la Val Frenzela, un cedimento nel bordo dell' Altopiano, una gola che scende ripida e stretta, profonda, lunga, ancora verde di prati all'inizio, quasi un "canyon" fra pareti alte di pietra alla fine. Si apre di colpo, ottocento metri più in basso, sul paese di Valstagna in Valsugana, appena sopra Bassano" (Da "I fogli del Capitano Michel" di Claudio Rigoni).

La Val Frenzela (dal tedesco medioevale "Frön-ziel-â/Fran-zeel-â" che significa "valle torrentizia terminale con strada incassata ripida") svolse nel corso della storia un ruolo assai importante per le genti di pianura e per quelle dell'Altopiano nel senso che essa venne usata e praticata:

- Come "VIA DELLA LANA" in quanto dai lontani secoli della Repubblica Romana fino agli inizi del 1900 venne percorsa dalle greggi di pianura e dell'Altopiano per le transumanze autunnali e primaverili, collegando I'Altopiano alle vie armentarie, che conducevano a Padova, Vicenza, Treviso e Pordenone;

- Come "VIA DEL LEGNAME", perché a partire dalla fine del XIV secolo agevolò il trasporto del legname di Gallio e Asiago verso il Brenta e, quindi, verso l'Arsenale di Venezia;

- Come "VIA DEL CONTRABBANDO", che assicurò alle genti dell'Altopiano quei beni necessari al vivere quotidiano, come alcoolici, vestiario, olio, zucchero, sale, caffè e tabacco, che a causa dei dazi oltremodo onerosi non potevano facilmente essere acquistati al libero mercato;

- Come "VIA DEI PROFUGHI E DEI SOLDATI" perché nel maggio del 1916 a seguito dei bombardamenti austroungarici gran parte della popolazione di Gallio e Asiago fuggì in pianura, mentre truppe di soldati italiani risalivano la Valle per posizionarsi nelle trincee dell'Altopiano onde contrastare l'avanzata delle truppe austriache.

Testi a cura del Prof. Danillo Finco


Data visita: 27/07/2006
Data pubblicazione: May 15, 2007

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Commenti

Elio
May 5, 2011
commento

:-D:-o:-) L'ho visitata seguendo le vostre indicazioni, un satellitare sarebbe meno preciso, devo farvi i complimenti e sicuramente seguirò i vostri consigli per visitare moltissimi itinerari qua descritti, grazie per farceli conoscere

Elio
April 24, 2011
commento

Devo farvi i complimenti per l'ottimo sito che avete allestito, è molto utile sia di spiegazioni che di conoscenza di luoghi a volte insospettabili inoltre siete molto chiari come raggiungerli

Francesco
April 22, 2011

Bellissimo grazie per la spiegazione per raggiungere il sito.
I bambini erano entusiasti.
Grazie